Ci sono dei limiti alla rigenerazione cellulare?


Ogni individuo, in quanto essere vivente, è fortemente influenzato dalla Natura, il che è dovuto principalmente ai suoi cicli, dai più brevi ai più lunghi, dal circadiano (24 ore), lunare (29 giorni), stagionale (4 stagioni) fino all’annuale (365 giorni).
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I cicli della vita

Ognuno di questi cicli ha una propria incidenza sull’organismo, soprattutto sul sistema endocrino, responsabile della segregazione degli ormoni che influenzano direttamente lo stato d’animo e sono coinvolti in funzioni importantissime come la crescita, tutto ciò che si ripercuote sull’umore e sullo stato di concentrazione che influenzerà, a sua volta, l’efficienza intellettiva e i rapporti sociali.


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Probabilmente, uno dei fenomeni meno evidenti che hanno luogo nell’organismo ciclicamente, e senza il quale non si potrebbe sopravvivere, è quello della rigenerazione cellulare che consiste nella produzione di nuove cellule che vanno a sostituire quelle vecchie. In altre parole, il corpo si autoripara mediante la generazione di nuove cellule che rimpiazzano le cellule morte.
Questo processo, presente in tutti gli esseri viventi, si ripete ininterrottamente a partire dalla nascita fino alla fine del ciclo vitale, sebbene la sua velocità di rigenerazione, man mano che l’organismo invecchia, sarà sempre più lenta.


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Le nuove cellule

Le nuove cellule si produrranno sia nei tessuti esterni (capelli, unghie, pelle), che in quelli interni (mucosa, muscoli, ossa e sangue). Il rinnovo di tutte le cellule dell’organismo si produce approssimativamente ogni 7 o 10 anni.
Ogni tipo di cellula si rigenera ad una velocità differente, rinnovandosi più velocemente nei tessuti esterni rispetto a quelli interni. Così, l’epidermide ,lo strato più superficiale della pelle, si rinnova ogni 30 giorni; mentre i globuli rossi ogni 120 giorni e le cellule del fegato ogni 300-500 giorni.
Fino a qualche tempo fa si sosteneva che nel corpo ci fossero solo due tipi di cellule , i neuroni del cervello e le cellule cardiache del cuore.


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Recentemente è stato scoperto che queste cellule si rigenerano ad una velocità molto più bassa rispetto alle altre, questa scoperta apre nuove vie d’investigazione da applicare al recupero di pazienti che hanno sofferto di infarto del miocardio, nel caso del cuore; o con lesioni cerebrali o malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, nel caso del cervello.
Tuttavia, però, c’è ancora molto da fare, poiché c’è da superare un piccolo ma allo stesso tempo importante ostacolo, il limite dei telomeri, posti alle estremità dei cromosomi, che sembrano marcare il destino fin dal momento stesso della nascita, secondo quanto segnala uno studio condotto dalla Scuola di Scienze Biologiche, Università dell’Anglia Orientale (Inghilterra), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Molecular Ecology.


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Rigenerazione cellulare

Gli studiosi hanno dimostrato la relazione tra la lunghezza dei telomeri e la speranza di vita; così un telomero più corto si relaziona con un maggior rischio di morte prematura.
La lunghezza del telomero viene stabilita al momento della nascita per cui si può affermare che determina anche la morte.
Qualcosa di simile accade nel caso dei dispositivi elettrici, che vengono pre-programmati per durare un determinato periodo, alla fine del quale il programma interno provoca un malfunzionamento di uno dei suoi componenti finché l’apparecchio non smette di funzionare del tutto.
Questa pratica è nota come morte tecnologica programmata o obsolescenza programmata, il cui unico obiettivo è quello di costringere la persona che fa uso dell’apparecchio con la data di scadenza, che sia un veicolo o un elettrodomestico, di comprarne uno nuovo.


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Seguendo questa analogia si può affermare che il corpo ha una capacità di vivere molto più a lungo rispetto a quanto vive. Per questo molti autori hanno sostenuto che la natura fissi una data di scadenza al momento della nascita e, se tale processo si prolungasse, potrebbe arrivare fino a 150 anni.
I motivi o le cause di questa morte prematura programmata rimangono un mistero; una possibile spiegazione potrebbe essere che la natura cerca di mantenere un equilibrio tra le specie, imponendo dei limiti.
Ogni giorno le vite umane vengono stroncate da guerre, epidemie e altre catastrofi. Se avessero vissuto per altri 20 anni o 40 anni, non rispetterebbero il piano.


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